Non per tutti i viaggi che si fanno si finisce per scrivere un romanzo. No, non sempre ma per ogni viaggio ho desiderato farlo, questo sì. Perché? Per trovare un posto dove stivare le emozioni che porto a casa ed evitare che per mesi mi distraggano dalla quotidianità. Già, io sono una di quei viaggiatori che poi ci ripensa mille volte a ciò che ha fatto, visto, vissuto, che cerca di afferrare da un bracciale d’argento l’energia per riprovare le stesse sensazioni di quando lì nel deserto lo ha acquistato, in una tenda da un anziano beduino.
Ma non scrivo solo per creare magazzini di emozioni. Scrivo perché è la forma di comunicazione che preferisco, mi piace esprimermi a parole, sulla carta, pigiando i tasti. Scrivo soprattutto per tramandare storie che trovo semplicemente belle, importanti, meritevoli di non essere dimenticate. Scrivo di luoghi perché come dico spesso “un posto non esiste finché qualcuno non ne parla”.
Scrivo perché sono grata a tutti quelli che l’hanno fatto prima e meglio di me, a quegli autori che leggo, a cui mi sono affidata riflettendomi nei loro “libri specchio”, pagine sicure a cui esclamare “è vero, è proprio così che mi sento” o scoprendo me stessa nei “libri vetro” in cui ci guardi attraverso e trovi sprazzi di realtà fino ad allora sconosciuti. Se vuoi saperne di più…
Entrambi mi fanno venir voglia di partire per verificare, perdermi, vivere, poi di tornare e dire la mia, condividere sinceramente, mostrare, incitare a fare altrettanto, a non fermarsi ai controlli ma a tentare sempre di superare le barriere fisiche e mentali, sventolare il passaporto come una bandiera della pace, presentare la macchina fotografica come un’arma e i libri come testimoni di speranza.
Ci sono stati due luoghi che mi hanno spinta a pubblicare. Corvino, il luogo natio di mia madre, rifugio dell’infanzia, focolare foriero di leggende, foresta delle fate e casa degli spiriti allo stesso tempo. Franja, recondito canyon della Slovenia, dove voci di anime scomparse mi hanno ispirato un romanzo che è uscito in punta di penna, fluendo senza sosta come il torrente che solca quei monti.
Attualmente viaggio nella speranza che una nuova intuizione, mi faccia rivivere l’estasi della passione che scalda mentre scrivo e creo e respiro e sono me stessa.


