Barcellona, la pioggia e Zafon

Barcellona l’ho prima visitata, poi letta. Ed onestamente, essendo già stata a Madrid che mi aveva conquistata, è stato un incontro strano. Anzi a ripensarci avevo letto proprio pochi libri ambientati in città, talmente pochi che non me ne viene in mente nemmeno uno. Finché non ho incontrato Carlos Ruiz Zafòn qualche giorno fa e all’improvviso mi è venuta una voglia irrefrenabile di partire.

Ne “Il prigioniero del cielo“, il libro che ho appena terminato di leggere, piove spesso, proprio come nel mio improbabile weekend, dove dire pioggia è un eufemismo. Iniziò a diluviare tanto che dovetti mettere le scarpe ad asciugare per due giorni e fu necessario comprare calzini caldi e pesanti pur essendo ottobre. Altro che in Spagna fa sempre caldo e non piove mai! Di positivo ci fu solo lo shopping sfrenato, perché per stare al caldo e al chiuso non restavano altro che i negozi. Il momento migliore fu svaligiare lo shop del Parc Guell, acquistando bellissime paper doll anni ’20. Una delizia.

Zafon invece mi ha restituito una Barcellona grigia, non troppo chiassosa, misteriosa e un pò magica, così come la immaginavo. Ne consegue che adesso sarà necessario tornare con il sole per capire se davvero è una città troppo vivace per le mie corde o se in quei vicoli antichi può esserci qualcosa anche per me. Se c’è un caffè nascosto tra le calle a cui sedermi per leggere indisturbata, o una libreria di testi usati, o un edificio gotico da esplorare.

Ricordo scorci inquietanti, vie che non mi sono sembrate molto turistiche, vetrine di negozi che esponevano pietre dai poteri ignoti e sfere di cristallo ma devo ammettere che il mal tempo mi ha fatto desistere dall’innamorarmi. La prossima volta dovrò cercare nei chiostri nascosti, nei sottoscala polverosi, percorrendo la Rambla fuori stagione, quando i turisti se ne stanno sulla nave senza affollare troppo La Boqueria. Sono certa che questo tipo di Barcellona mi piacerebbe di più, saprebbe parlarmi di un passato che mi affascina, lontano da sangria e paella, un passato che sa di fantasmi, esoterismo, segreti, cavalieri e massoneria, Resistenza e intrigo. Chissà che nel mio prossimo peregrinare non scopra l’ingresso del Cimitero dei Libri Dimenticati…

Lascia un commento