Il diario di viaggio custode della felicità

Un articolo breve, solo una riflessione fugace. Pensavo a quanto mi manca viaggiare lontano, salire su un aereo e accarezzare la tappezzeria ruvida del sedile mentre i motori aumentano i giri. Quanto mi manca vedere la terra che si allontana sotto di me, avere un brivido di timore ma dimenticarmene subito per concentrarmi sull’avventura che mi aspetta. Mi manca comprare un libro in aeroporto, mangiare junk food in attesa del volo. Mi manca stare scomoda seduta al mio posto e trattenermi per non andare in bagno perché ho paura del wc dell’aereo e del suo risucchio infernale. Mi manca segnare le pagine importanti della Lonely Planet con i post it e rileggere mille volte gli orari di apertura dei luoghi che non posso assolutamente perdere. Mi manca. Sono 898 giorni che mi manca tutto questo e spero finalmente che il giorno in cui finalmente tornerò a viaggiare lontano sia vicino, perché mi manca un pò essere me stessa.

In questo spazio di malinconia mi sono corsi in aiuto i miei diari di viaggio. Soprattutto nei primi viaggi scrivevo e appuntavo ogni cosa vista, le sensazioni provate, i nomi dei ristoranti in cui mangiavo, poesie, biglietti, foto e pezzi di me che seminavo per i mondo. Disegnavo i panorami, affidavo alla carta emozioni che appesantivano la mia valigia. Sapevo che sarebbero tornati utili ed infatti eccomi qui ad accarezzare le copertine impolverate che proteggono ricordi che credevo non avrei mai perso ma che in realtà sono un pò sfumati nel tempo. E ringrazio la me di allora quindi, per aver avuto la costanza di scrivere, di leggere-viaggiare-scrivere per conservare attimi preziosi delle mie esplorazioni, delle mie avventure, della mia vita, come tracce che il vento può cancellare ma che il cuore non può mai scordare.

Nei viaggi più recenti che ho fatto non ho più tenuto un vero e proprio diario, ma credo che tonerò a farlo, così, se mai dovessi avere un altro periodo di fermo, potrò ancora viaggiare con la memoria, riacchiappando immagini vivide e vive, scatti palpitanti che nemmeno una foto può animare così, come la parola sincera e spontanea che appunti mentre sei davvero felice.

Lascia un commento