Circolo letterario: libri, cibo e amicizia

Sono più di 5 anni ma meno di 10, non ricordo più, che faccio parte di un circolo letterario. Cosa si intende per circolo letterario? Formalmente un gruppo senza scopo di lucro amante della lettura e della scrittura, che si incontra per condividere idee e recensioni. Ci siamo andati vicino. Soprattutto i primi tempi.

Eravamo circa una decina di lettori, che negli anni sono leggermente cambiati ma il cui nucleo originario è sempre lo stesso, dieci sconosciuti per lo più che hanno iniziato a vedersi nelle sale da tè, poi a casa, poi al pub, poi nelle trattorie e alla fine pure ai pic nic. Qualsiasi posto è buono per stare insieme, con in tasca un libro e in mano un vassoio.

Ci siamo accorti presto infatti di essere eterogeneamente affini, di avere lo stesso sarcasmo, la stessa trucida ironia e così, dai sandwich, alle torte di carote, passando per pizza e amatriciana, siamo diventati un gruppo enogastronomico di lettori-spettatori di serie tv. Siamo diventati una setta dissacrante senza politically correct, siamo diventati lettori di libri assurdi che nemmeno chi li ha scritti se ne ricorda più, siamo diventati divoratori di classici, tra enormi abbuffate e grandi risate. Insomma siamo diventati amici.

Quando ci ritroviamo i libri sono l’ultima cosa di cui parliamo. Prima facciamo un riepilogo delle nostre vite, ultime serie viste, viaggi in programma, cosa ordiniamo, cosa beviamo, a cosa brindiamo e poi alla fine “cosa avete letto?”. Ma non ci interessa la trama, il giudizio, il voto, ci interessano le emozioni. “Cosa hai provato leggendolo? Cosa hai scoperto sul mondo? Cosa hai imparato su di te? Chi sei ora che lo hai letto?” e se la risposta è positiva, parte un “te o rubo”.

Non leggiamo per scelta lo steso libro. Non vogliamo che sia un’imposizione. Peschamo da una cassettina di legno bianco il genere, o il tema, o un indizio buffo che suggerisca un autore o un argomento e poi via, libera interpretazione ad ognuno. Così gli incontri sono sempre arricchenti. I partecipanti parlano a turno della propria lettura, proponendo testi che magari non avrei mai letto ma che invece, su racconto di un lettore di cui mi fido, stimolano la mia curiosità. E’ così che ho conosciuto Henry James, Nedjma, Gillian Flyn. E’ così che amo parlare di libri. Senza imposizioni, senza preconcetti, senza pregiudizi, con allegria, con libertà, con umorismo, con la leggerezza che ogni storia merita e con la serietà che ogni libro suscita.

Un circolo letterario non è solo un gruppo di lettori che giudicano e scambiano idee, è un insieme di anime affini, che si serve dei libri per viaggiare insieme seduti al tavolo di un ristorante, per condividere pensieri assurdi con la scusa del vino, per immaginare storie simili dormendo lo stesso sogno.

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