Porto: Libreria Lello, Harry Potter e Mary Poppins

Un weekend lungo a Porto con tutta la famiglia, bimba di 9 mesi compresa, è un consiglio spassionato che vi do. Una cittadina dove ci si può divertire, passeggiare, scoprire e degustare senza stress e con prezzi contenuti. Ce la siamo girata in lungo ed in largo senza fretta, da Vila Nova de Gaia a Matosinhos, con una capatina anche a Braga ed un occhio ai migliori ristoranti di bacalhau.

La ricorderò sempre però come la vacanza dei mezzi di trasporto. In 4 giorni abbiamo preso aereo, treno, metropolitana, battello, tram, bus, taxi, funicolare. Credo un record per una bambina di nemmeno un anno. Questo ha notevolmente contribuito al divertimento e alla comodità degli spostamenti che, come è chiaro, sono facilitati da molteplici mezzi e consentono di ammirare Porto da diverse prospettive.

La crociera sul Douro per esempio è tempo speso bene. Osservare una città dall’acqua ha fascino e predispone l’animo al godimento. Mentre l’aria ci scompiglia i capelli portando via i cappelli, le sponde scorrono lente. Possiamo gettarvi uno sguardo oppure oziare e basta. Navigare in una città rende subito vacanza un viaggio. E non c’è niente di male aggiungerei.

Anche un giretto sul tram antico è meritevole. Arredato in legno ed ottone il veicolo percorre una linea breve in città. Il tempo sufficiente a tornare nel ‘900. Infine la Funicolare dos Guindais. Qualche spiccio per attraversare il fiume e trovarsi sulla banchina delle antiche cantine di vino Porto, a Vila Nova de Gaia. Calem è stata la nostra scelta. Classica e affidabile, un’ora trascorsa tra visita al museo, giro in cantina e degustazione. Solo un principio di sbronza per allietare un pomeriggio piovoso sull’Atlantico.

Ora direte, ma i libri dove sono? Ci sono, ci sono. Non sono andata a Porto esattamente sulla scia di un romanzo ma i libri ci entrano eccome. Esattamente il giorno in cui ho visitato la Libreria Lello e Irmao o Chardron. Un negozietto del 1869 in Ruas das Carmelitas. Un gioiello in stile Liberty. Uno scrigno che odora di legno, inchiostro e magia. Magia? Sì, pare proprio che J.K. Rowling si sia ispirata a questo luogo per descrivere le scalinate di Hogwarts. E non è difficile crederci. L’architettura della libreria è così originale, con scale e scaffali su cui si arrampicano centinaia di libri, che nella mia misera mente da potteriana, mi sono quasi commossa.

Ho bighellonato per un’ora, (c’era la fila fuori, non era consentito sostare troppo a lungo), con il naso all’insù verso vetrate colorate, soffitti intarsiati e scenografiche pareti degne di un maniero. Poi effettivamente sarei dovuta uscire ma mai senza un degno souvenir. E qui entra in scena Mary Poppins. Un’edizione deliziosa in inglese dell’intera raccolta delle splendide avventure della tata più famosa del mondo. Un regalo per mia figlia, sia chiaro…

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